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Prefazione: Questa piccola argomentazione che ho scritto, vuole dimostrare, a partire da due assiomi (azione e oggetto), come i vecchi monoteisti greci, come è possibile
ricavare una teoria della persistenza del mondo, coerente con la scienza, giungendo
all'idea di Dio come scisso in tre forze fondamentali della nostra esistenza e persistenza.
Provate per ora, mi basta un quarto d'ora per farvi intendere cosa credo fermamente
e ciò che ne consegue, a immaginare la nostra esistenza senza Dio, cioè pensate
che tutte le cose che avete sentito su Dio, siano insensate e assolutamente opinabili.
Fate la stessa cosa con tutte le leggi della natura, cioè in sostanza iniziate a
pensare da ora, come se non avesti mai pensato mai, a partire dal nulla.
Sarebbe a questo punto difficile anche parlare dato che ci siamo scordati di tutto
perfino della parola...
Occorre quindi, come su tutte le questioni serie porre dei teoremi e con questi
recuperemo
informazioni su come giungere a definire la logica e quindi il linguaggio diretta
conseguenza di essa; da questi poi
spiegarvi come ne può conseguire la Scienza e l'idea di Dio.
Comincieremo ora a definire e a postulare L'oggetto, l'azione, la caratteristica
e l'evento.
L'Oggetto è una realtà inconfutabile che ognuno di noi può immaginare ma nessuno
può definire. Se però tutti ci mettiamo a pensare ad un oggetto, avremmo di che
pensare; questa idea che noi abbiamo è l'oggetto.
Potremmo fare la stessa cosa con l'azione pensando tutti noi ad un qualche oggetto
che fa qualcosa. Noi possiamo vedere, compiere, ma non definire un'azione. Se quindi
abbiamo di che immaginare anche per l'azione allora siamo riusciti a superare anche
il secondo scoglio.
Incominciamo ora a definire tramite i due postulati...
L'evento è una particolare azione, cioè un' istanza di una azione ad esempio è un
evento mangiare una pizza. In generale si può dire che tra tutte le azioni possibili
immaginabili, l'evento è una particolare azione che avviene.
La caratteristica invece è ciò che differenzia l'oggetto dai suoi simili, o meglio
la caratteristica o proprietà di un oggetto è ciò che lo fa sembrare diverso da
un altro con il suo stesso nome ad esempio una macchina ha come caratteristica
il colore e una macchina rossa è diversa da una macchina nera; tutte e due si chiamano
macchina ma sono diverse dato che hanno caratteristiche diverse.
Definiamo ora la logica, quella Aristotelica ovviamente, cioè come definire eventi
complessi e il loro verificarsi o meno. Quindi la logica è una serie di regole che determinano
gli eventi complessi; è di fatto una conseguenza del verificarsi in contemporanea
di due o più eventi.
Per intendersi ogni volta che avvengono eventi complessi, cioè nella stra-grande-maggioranza
dei casi, essi vengono verificati o meno a seconda delle leggi logiche.
Quindi definiamo il principio di Causa-Effetto, simile per la fisica al terzo principio
di Newton (Azione-Reazione).
Se noi pensiamo all'evento in sè c'è già l'idea di azione, azione compiuta da un
oggetto che agisce su un oggetto, quindi assistiamo ad un modificarsi implicito
di una proprità dell'oggetto che subisce l'azione e implicito e esplicito di proprietà
dell'oggetto che esegue l'azione. Di per sè il modificarsi delle proprietà sono
insite nello svolgimento dell'evento quindi non abbiamo a che fare con il principio
che vogliamo definire. Esso viene però a tirarsi in ballo se pensiamo che spesso,
o meglio sempre, se si modifica una proprietà con un evento si genera un altro evento
conseguenza propria della modifica; un esempio può essere la rottura di un braccio
che comporta un dolore; la rottura è l'evento e il dolore è la conseguenza.
Avendo così definito il principio di Causa-Effetto e conoscendo la logica, l'oggetto
e l'evento, possiamo in cascata, come è stato già fatto (ma non da me) definire
tutte le leggi della natura conosciute fin ora.
Detto ciò, sorge spontaneamente un dubbio.. Cosa regola allora la nostra vita?
Cioè, cosa è che ci spinge a tirar fuori un bussolotto dal pallottoliere con uno
specificato numero? O cosa spinge ad un dado a fermarsi con una certa faccia rivolta
verso l'alto? Chi o cosa dedice dove nasceremo e dove vivremo, quale compagnia ci
accompagnerà nella nostra vita e quale periodo storico ci è toccato? Cosa è invece
che ci porta ad effettuare scelte piuttosto che altre che in generale
sono ciò che condizionano la nostra vita (e quella degli altri).
Che direste? Fato? Caso? Concidenza? E' così che deve andare...? Destino? L'onnipotente
Dio mi ha destinato questa vita?
Tutte belle domande... ma nessuna ha risposta positiva, ebbene sì, ne manca ancora
una che dopo aver letto e creduto a ciò che scrivo vi darete da soli..
Secondo voi, non sono forse le leggi fisiche che regolano la caduta di un dado e
il suo fermarsi in una certa posizione? Cioè una volta che io gli abbia impresso
una certa forza per farlo rotolare, la fisica non fa tutto il resto? E credo che
riproporrebbe lo stesso risultato ogni qualvolta la forza e le condizioni all'intorno
siano le stesse (esattamente le stesse). Non avviene la stessa cosa per il bussolotto?
Cioè se decido per qualche certa condizione di posizionare la mia mano in una posizione
all'interno del pallottoliere, la palla che è stata mescolata e messa lì per certe
condizioni fisiche, sarà estratta con lo stesso scrupolo se si ripetono le stesse
identiche condizioni... E questo direste che è caso? Non avverrà mai a caso un evento
se a patto che si verifichino le stesse identiche condizioni l'evento riproposto
è lo stesso e con stessi risultati.
Pensato ora ad eventi, (simili a quelli del bussolotto), cause di scelte, ad esempio
voi siete davanti alla lista degli alberghi da prenotare per una vacanza.
Vi salta all'occhio un 3 stelle con un prezzo maggiore degli altri 3 stelle e inferiore
agli altri 4 stelle, l'albergo ha un certo nome che vi ricorda qualcosa. In seguito
deciderete di prenotare in quell'albergo. Secondo voi la vostra scelta sommariamente
è stata fatta a caso? Nel senso che se ripeteste la vostra scelta rifareste la stessa
o è possibile che ne effettuiate un'altra? Quindi, siete stati condizionati o la
vostra scelta è "vittima" del caso?
Ciò che intendo è che la vostra scelta di certo è stata fatta da voi, e su questo
non ci piove, ma la vostra esperienza di vita, l'umore, i soldi, la compagnia di
viaggio condizionano la vostra vita e quindi le vostre scelte interperriti quindi
vi illudete di fare scelte!! Vi sembra assurdo? Allora pensate ad una scelta più
banale ma non per questo meno complessa, scegliere di mettere al mondo un bambino
con il vostro patner.
Di certo e vi assicuro che per causa-effetto, se ad un certo punto della vostra
vita scegliereste di prendere una decisione del genere, alle stesse condizioni,
cioè magari ritornando indietro nel tempo, con la stessa persona, stessa esperienza,
insomma nello stesso momento e identiche condizioni, voi rifareste la stessa scelta!
Ma allora nulla è per caso?!?!?
Per cui se la scelta è regolata da certe condizioni come l'umore, l'esperienza,
il periodo storico vissuto, chi ti è vicino, cioè scelte tue precedenti e degli
altri (comprese le leggi della natura intese come effetto di certe cause), anche
esse a ritroso e ricorsivamente sono effetto ci cause precedenti a altre cause e
altre.
In definitiva niente è casuale ma tutto è causale!
Arrivati fin qui possiamo confermare che il processo causa-effetto di causalità
è sempre valido tranne che per un caso... Quale?
Provate a procedere a ritroso cominciando dal motivo della vostra nascita.. io sono
qui perchè i miei gentori hanno fatto un a scelta ad un certo punto della loro vita,
e i loro e i loro ancora, l'evoluzione dell'uomo, la scimmia, l'era glaciale, l'ipotetico
meteorite, i dinosauri, la prima cellula, la terra, il presunto big bang, e poi?
L'effetto senza causa, la reazione a nessuna azione, la scelta fatta a partire da
nessuna condizione, assurdo no? Infatti dove c'è l'assurdo li ci si rimpiazza Dio.
Il mio primo Dio, Brahma. Lui è il creatore.
Poi come vi ho descritto le scelte quindi gli eventi avvengono perchè qualcosa ci
dà modo di muoverci e persistere, cioè lo spazio e il tempo e solamente perchè la
velocità di un'onda elettromagnetica si muove a 303 mila kilometri al secondo incondizionatamente
e da lì tutta la fisica moderna. Ecco tutte queste cose, l'oggetto (esistenza permessa
dallo spazio) e l'azione (esistenza permessa dal tempo) che ci permettono di fare
scelte, esse sono il secondo Dio, Vishnù. Lui è la perseveranza.
E poi per chi è molto credente, come me, un giorno si chiuderanno i cerchi e l'effetto
primario avrà una causa e la scelta avrà un motivo. Ciò che avverrà, sarà una causa
senza effetti, nessuna reazione ad una azione, la fine. Cioè si fermerà il tempo
e lo spazio si richiuderà in se stesso, questo è il terzo Dio, Shiva. Lui è il distruttore.
Per riassumere, dunque:
- Brahma crea
- Vishnù persevera
- Shiva distrugge
Facile no?
Ora però non crediate che la vita vada avanti perchè esiste un destino e tutto è
già scritto... Non lasciatevi vivere dalla vita, questa è l'azione che deve far
scaturire in voi la reazione di combattere verso una vita longeva alla scoperta
dei perchè... Ebbene ciò che non abbiamo assolutamente detto è proprio questo, perchè?
Perchè qualcuno o qualcosa ci ha creati?
Perchè qualcuno o qualcosa ci ha fa insistere?
Perchè qualcuno o qualcosa ci farà morire?
Il quarto Dio è Socrate, colui che da un senso alla nostra vita, all'esistenza di
tutto. Esso è chi ci ricorda che la vita è un'opportunità che non a tutti è concessa
per scoprire la verità.
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